domenica 4 gennaio 2009

Chi ha brevettato i mondi virtuali?

Ovvero chi incastrerà il coniglio bianco?

Chi non ci farà più scegliere la pillola rossa o la pillola blu?








Una notizia bomba, o meglio una bomba ad orologeria, è stata innescata proprio alla vigilia di Natale.

Che bel regalo!

Ma non è scoppiata, se ne sta li in attesa buona buona, quasi come un pacchetto regalo dimenticato, dopo che abbiamo tolto l'albero di Natale. Forse rimarrà dopo l'Epifania, forse rimarrà fino a Pasqua o anche oltre.

Non ci è dato saperlo, dipende tutto da una corte del Texas che giudicherà la causa intentata dal provider di mondi virtuali Worlds.com al ramo statunitense della coreana NCSoft.

Un articolo critico del sistema dei brevetti americani spiega molto bene la ferruginosa e frettolosa (come definita dall'autore) macchina brevettuale americana.
http://www.altoxeno.com/blog/A-patent-on-virtual-worlds-.html


In poche parole cosa è successo?

La Worlds.com è riuscita a farsi brevettare sotto il numero 7181690, il sistema architetturale su cui sono basati tutti i mondi virtuali. Come si evince dal link che ci riporta alla pagina Google con i dettagli del brevetto e anche numerose immagini sketchate dell'ambiente virtuale ideato...

La prima cosa che ci salta all'occhio è che ci ricorda fedelmente l'architettura di SecondLife.

Secondlife ha una architettura, certo modificata e abbellita e costantemente rinnovata ed implementata, basata su un codice sorgente Open Source con una licenza GNU GPL.
Cioè ognuno può cosruirsi il suo mondo virtuale (vedi Cyberlandia e Opensim.it tra gli italiani) e lo può modificare ed adattare e soprattuto implementare come vuole. Ciò che si vende è il servizio post processing, il servizio clienti, la gestione di server ad aziende o privati che sono così liberati da problemi tecnici o di post programmazione, a volte senza fine.

Oltretutto le case che offrono mondi virtuali altamente strutturati, spesso hanno staff di programmatori che lavorno alle modifiche aggiuntive (testate o rese fluide da beta testers volontari o solution providers del jira che risolvono bugs gratis). Un conto è risolvere un bug ed un conto è rilasciarlo su una piattaforma (senza bloccarla del tutto) con milioni di utenti iscritti e migliaia online costantemente, rendendolo fruibile le modifiche apportate a chi usa computers locali di incerta stabilità.

Ecco il lavoro in backstage delle case che offrono i mondi virtuali. Certo spesso questo servizio si paga caro, ma ad esempio in SL ci è data l'opportunità di mettere in vendita il nostro contenuto creativo o di inventare nuovi business, il che ha portato parecchi residenti ad avere buoni introiti.

Per tornare all'oggetto del post, la Worlds.com ha ottenuto dall'ufficio brevetti americano, il brevetto esclusivo sulla creazione di un ambiente espandibile infinitamente.
Il brevetto recita così: "The present invention provides a highly scalable architecture for a three-dimensional graphical, multi-user, interactive virtual world system. In a preferred embodiment a plurality of users interact in the three-dimensional, computer-generated graphical space where each user executes a client process to view a virtual world from the perspective of that user. The virtual world shows avatars representing the other users who are neighbors of the user viewing the virtual word. In order that the view can be updated to reflect the motion of the remote user's avatars, motion, information is transmitted to a central server process which provides positions updates to client processes for neighbors of the user at that client process. The client process also uses an environment database to determine which background objects to render as well as to limit the movement of the user's avatar."

In poche parole hanno brevettato il sistema che permette al mio pc di casa e quindi a me di vedere le modifiche all'ambiente apportate dagli altri pc/avatars presenti e di far vedere loro le mie. Sia se io scriva in chat, sia che io mi muova, o di più uploadi una texture e crei un oggetto (e modifichi quindi la percezione dell'ambiente dell'altro).

La discussione che si è aperta fa sorgere numerose domande.

La prima e più immediata è questa: la Worlds.com potrà far causa anche a SecondLife? SL è un mondo il cui contenuto creativo è lasciato libero ai residenti che rischierà di vedere questa battaglia all'ultimo sangue tra colossi con la nuvola nera della chiusura.

Ci chiediamo poi, visto che il brevetto, richiesto nel 2000, assegnato nel 2007 ha 7 anni di retroattività, il perchè altri ambienti come Realm Online (1996), Ultima Online (1997), Lineage (1998), or Everquest (1999), ambienti puramente MMO, sfruttanti una architettura similare, non possano essere loro i detentori del brevetto stesso.

Certo, le immagini allegate nella richiesta all'ufficio brevetti parlano chiaro: si presenta l'idea di una piattaforma nella quale le interazioni tra avatar possono essere sia di tipo MMO (gioco tipo World of Warcraft) dove la generazione di contenuto è limitata al movimento e all'azione finalizzata ad un gioco senza cambiamenti alla struttura e all'ambiente permanenti, sia a mondi virtuali in senso stretto.

Per spiegarmi meglio, in un gioco MMO si entra, si spara o guadagno punti su una piattaforma che non modifico in senso stretto e permanente, ma modifico solo nell'interazione online, muovendomi e espletando tutto quello che mi è permesso fare per raggiungere un goal. In SL e simili, invece un residente può creare ad esempio un cubo e lasciarlo li ed interferire permanentemente con gli altri avatar che lo vedranno anche se il creatore non è più online. Cioè la modifica è dell'ambiente vero e proprio. Non è un ambiente preconfezionato.

Ma appunto, il brevetto è talmente basilare che è applicabile ad entrambe le tipologie di piattaforma, seppur una diversa dall'altra e a mio giudizio non confondibili o non annoverabile la seconda tipologia fra i giochi online (come spesso mi è capitato di sentire su Current tv o nella trasmissione Geek Show anche da "esperti" del settore "Mondi Virtuali". Di certo per essere conoscitori delle differenze bisogna aver usufruito delle prime e ben più a lungo delle seconde, testando tutti i gradi di esperienza all'interno).

Ci viene spontaneo chiederci poi, se l'ufficio brevetti in 7 anni abbia analizzato tutto ciò che è online o che lo è stato prima di asserire che la Worlds.com ha il diritto di ottenere il brevetto. Se così non fosse, come portato alla luce dall'articolo linkato più sopra, sarebbe come brevettare il modo di dondolare una altalena, cioè il metodo, cosa che è nata nella notte dei tempi... o come brevettare l'acqua calda.

Se poi invece pensiamo per assurdo che il codice sorgente, che è open source sia l'oggetto che esplica il brevetto, ci chiediamo come mai sia stato reso open appunto...

Ci auspichiamo che coloro che hanno piattaforme ben collaudate si uniscano nella difesa del diritto d'uso del codice, mantenendolo libero, come libera è la scelta di far parte di questa o di altra realtà virtuale.

Il virtuale è il futuro di internet, i mondi inetragiscono tra loro e con le pagine in rete attraverso i blog, attraverso i social network e attraverso implementazioni come Cooliris ed Exitreality (pseudo 3D o 3D), che abituano chi non è avvezzo ai cambiamenti, alla tridimensionalità del web, come già avevo pronosticato nel mio vecchissimo post sul Web 2.0/3.0.

Rimango affacciata alla mia finestra virtuale per vedere quale cadavere di coniglio, forse bianco, forse nero, passa galleggiando sul fiume della rete...

Pillola rossa o pillola blu?

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