mercoledì 27 febbraio 2013

Il post Voto e internet



Giovanni Boccia Artieri scrive un interessante articolo sulla multimedialità della tornata elettorale Il senso della rete per la politica, su Techeconomy, mi fa riflettere l'abuso di instagram e la riflessione sulla controllabilità. 

Controllabilità del silenzio pre elettorale, della segretezza del voto fotografato. 

Il voto via computer non è fattibile in Italia, dove menti eccelse nell'hacking fanno proprio il detto:"fatta la legge trovato l'inganno". 

Mi viene in mente l'idea, per ogni votante, di una filigrana su una scheda a schermo col nome e cognome  del votante, onde evitare conferme di voto di scambio o il vantarsi su twitter, ma sarebbe una schedatura. 

Non siamo un popolo affidabile purtroppo, e se ne sono accorte da tempo le altre nazioni europee e mondiali. 

Ho viaggiato in tutto il mondo e ancora molti chiedono (hicks) se da noi c'è internet e come facciamo a coabitare con le frodi, il pizzo, la mafia, e i soliti mandolini che ci appioppano nei movie internazionali. 

Ma ciò che mi preoccupa di più è in rete, è la rete. 

Usata per la corsa elettorale, ora sembra un cavallo stanco che i politici scartano, sia eletti che non. 

Mi vien da fuggire a S. Valley. 
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